Il Certosino

Le Origini

 

La leggenda


Si dice che il certosino sia una delle razze feline più antiche. Che sia stato importato in Europa dall'Oriente dai cavalieri templari nel 1100 d.C. circa.  La leggenda narra che i Crociati che tornavano dalle spedizioni in Terra Santa venivano ospitati nelle certose. Per sdebitarsi con i monaci dell'ospitalità offerta, regalarono loro una coppia di gatti dall'esotico mantello grigio-blu. Essi avevano la fama d'essere dei grandi cacciatori di topi. Per questa loro dote i monaci iniziarono ad allevarli, allo scopo di proteggere sia i granai che le scorte alimentari, come pure per evitare la distruzione di preziosi manoscritti.

 

La realtà

 

E' sicuramente realtà e storia che il Certosino sia stato allevato, a partire dagli anni Trenta da due signore francesi; le sorelle Léger, residenti per un breve periodo nell’isoletta della Bretagna francese, furono colpite dalla particolare bellezza di alcuni gatti blu che venivano nutriti e curati dai frati di un ospizio locale. Decisero di portare con loro un certo numero di questi esemplari in Francia e di iniziare un programma d’allevamento. In seguito arrivarono le prime esposizioni, il successo ed il primo standard della razza: era il 1939 e la loro gatta Mignonne fu dichiarata all'esposizione di Parigi il più bel gatto Certosino del mondo.

Purtroppo a causa dei continui e sconsiderati incroci che molti allevatori fecero con i British blu, nel tentativo di migliorare il colore degli occhi ritenuto troppo chiaro, negli anni ’60 si rischiò di perdere l’identità del Certosino, tanto che la fife decise nel 1970 di unificare gli standards delle due razze in quella del Certosino al British. Solo in seguito a numerose proteste d’allevatori ed al duro e paziente lavoro di alcuni di loro la federazione riprese in considerazione il problema reintroducendo la distinzione fra le due razze nel 1977, successivamente aggiornata nel 1989 per accentuare ulteriormente le differenze fra le due razze.

 

 

Mignonne 1939

Carattere


Il certosino è un gatto schivo, riservato, timido, docile e affettuoso. Tollera con estrema facilità la solitudine, anche se non bisogna abusarne. È un animale poco invadente, calmo equilibrato e decisamente indipendente.

 

È dignitoso, desidera essere rispettato, sarà lui a stabilire il momento del gioco o delle coccole.

 

Il certosino solitamente sceglie un solo padrone a cui resterà fedele per tutta la vita, proprio come un cane. Ma diversamente dal cane le sue manifestazioni d'affetto sono riservate alle occasioni speciali, ed è per questo che ogni suo gesto è considerato estremamente prezioso.

In compenso, proprio come un cane, saprà riconoscere l'auto del padrone e i suoi passi del rientro a casa e gli correrà incontro con la coda alzata emettendo dei corti miagolii in segno di piacere e di festa.

 

l certosino non è un gatto chiassoso, miagola poco e il suo miagolio è gentile, dolce e sommesso. Non aspettatevi grandi fusa, il certosino fa poche flebili fusa e rivolte principalmente solo all'orecchio del suo amato padrone.

 

Non è un gatto giocherellone e all'età di un anno smette praticamente di giocare preferendo di gran lunga le dormite sul divano dove magari eravate seduti voi poco prima. Non si arrampica sulle tende, non si fa le unghie sui divani, non salta sui mobili, non ruba cibo, non fa dolorosi agguati ai polpacci.

 

Il rapporto che si instaura con un certosino lo definierei telepatico ed è fatto solamente di sguardi e dimostrazioni d'affetto silenziose con le sue fusa al limite dell'udibile.

Anche quando pare che dorma in realtà lui segue ogni vostro movimento con le sue orecchie dall'acutissimo udito e se ve ne andrete dalla stanza lui vi seguirà fedele.

 

Un certosino non chiederà mai cibo miagolando ma lo si troverà seduto davanti alla ciotola vuota che cercherà di richiamare il padrone con uno sguardo insistente.

 


 

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GATTI

Ma è vero che l'allergia ai gatti non dipende dal suo pelo?  

Al contrario di come comunemente si pensa, l'allergia non è causata dalla pelliccia del micio, ma da alcune proteine contenute nella sua saliva, che vengono depositate sul mantello durante la toletta. Per questo chi, per ridurre l'allergia, pulisce il gatto con una panno bagnato, nel tentativo di rimuovere i peli in eccesso, non fa che peggiorare la situazione: il il micio sentendosi manipolato si lecca ancora di più!!